Cremona. Dopo sette mesi di rinvii, la dichiarazione d’emergenza climatica e ambientale sarà discussa e votata domani in consiglio comunale. L’ordine del giorno che la contiene, firmato dai capigruppo della maggioranza, rilancia le richieste del movimento Fridays for Future, che l’anno scorso invadeva Cremona con un corteo di studenti. Il documento non contiene riferimenti al 5G, argomento non ancora affrontato dal centrosinistra cremonese, sul quale gravano però alcune prese di posizione del Pd, a favore del cosiddetto internet delle cose. Il dibattito si surriscalda tanto più oggi, visto il documento pubblicato dal sito oasisana.com e attribuito al consiglio europeo. Nel quale si sottolinea che, nel quadro del dispiegamento delle nuove tecnologie come il 5G o 6G, occorre preservare le funzioni delle forze dell’ordine e della magistratura, rilevando che è importante combattere la diffusione di disinformazione sulle reti 5G, in particolare per quanto riguarda le affermazioni secondo le quali questa rete costituirebbe una minaccia per la salute o che sarebbe collegata al covid-19. A Crotta d’Adda, già prescelta per la sperimentazione, il sindaco Sebastiano Baroni da tempo si è pronunciato per affermare che non si farà nulla, finché non sarà certo che la nuova tecnologia sia innocua per la salute, applicando quindi il principio di precauzione, come richiesto dalle assemblee organizzate dagli abitanti, oltre che dagli Stati generali dell’ambiente della provincia di Cremona. In città intanto sono già più di 6mila le abitazioni raggiunte dalla fibra ultralarga, in particolare nei quartieri Po e Giuseppinaa una velocità che teoricamente arriverebbe fino a un giga al secondo. E la fibra ultralarga è considerata la premessa per una successiva installazione della rete 5G.

Paolo Zignani

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