Cremona. Al momento di votare il nuovo presidente dell’Azienda sociale del Cremonese i sindaci del centrodestra si sono divisi in due fazioni. Il centrosinistra, forte della propria maggioranza, ha riproposto il presidente uscente Giuseppe Tadioli, non in discussione. Infatti il centrosinistra è rappresentato da Cremona, che da sola ha il 49% dell’azienda che svolge buona parte del lavoro dei servizi sociali, avendo vinto le elezioni nei Comuni più grandi, con la sola eccezione di Pizzighettone. Nel consiglio d’amministrazione però i posti saranno quattro, oltre al presidente, e due dovranno essere le donne, per rispettare la regola delle quote rosa. La Lega aveva proposto il nome di un medico donna, ma Forza Italia non l’ha accettata e la Lega si è sfilata. Rispunta quindi la lotta politica per l’egemonia nel centrodestra, ingaggiata da tempo dietro le quinte da Massimiliano Salini e Carlo Malvezzi, dell’area di Comunione e Liberazione, per essere alternativi alla Lega, forza dominante ma sinora non in grado di esprimere i sindaci più rappresentativi. Due erano le votazioni: la prima per il presidente, la seconda per il cda. Al momento di eleggere il presidente, si è consumata la rottura nel centrodestra. E’ stato semplice per Gianluca Galimberti, Rosolino Azzali e Michel Marchi far valere la maggioranza, sostenuti anche dal soresinese Diego Vairani. E’ certa per ora soltanto la carica di Giuseppe Tadioli, mentre il cda sarà votato nella prossima assemblea, venerdì in San Vitale alle 17.30. Il Pd potrà eleggere Chiara Rizzi, già nel cda, mentre il centrodestra potrà confermare Michele Tagliasacchi. La seconda donna potrebbe essere una candidata volontaria, che non è indicata da alcun partito. Da quanto si prevede, non ci sarà discussione: ci si conterà, prolungando quindi la lotta che ha consentito al centrosinistra di vincere a Cremona e in consiglio provinciale. Se la minoranza non troverà un assetto unitario, sarà guerra anche sulle nomine del consiglio dell’Ato, l’organo che controlla la gestione del servizio idrico integrato.

Paolo Zignani

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