Cremona La gara d’appalto del servizio bus non si farà. La giunta Galimberti ha deciso, con la delibera 88 di quest’anno, apparsa oggi sul sito del Comune, di prorogare di quattro anni il contratto stipulato nel 2013 dall’amministrazione provinciale con Autoguidovie, Km, Line, Star e Miobus. Il contratto sarebbe scaduto tra un anno esatto, il 30 giugno del 2021, e secondo le norme europee sarebbe stato necessario indire una gara da parte dell’autorità di bacino di Cremona e Mantova. La giunta Galimberti però ha deciso di prendere tutt’altra strada, seguendo paradossalmente l’esempio della giunta regionale Fontana, che con una delibera ha affidato il trasporto ferroviario a Trenord, senza la gara invocata tante volte proprio dal Pd, per costringere la società ferroviaria a migliorare la qualità del servizio. Per il sindaco e gli assessori, però, la scelta più conveniente è proprio quella dell’affidamento diretto, senza competizione pubblica. In questo modo il Comune di Cremona accetta la proposta delle società dei bus, che il 3 novembre dell’anno scorso hanno proposto all’autorità di bacino la proroga, in cambio di investimenti e migliorie. Dopo la proposta delle società di trasporto, il 31 gennaio è arrivato il parere legale dell’avvocato Ezio Zani dello studio ZBGM di Mantova, che ha dimostrato i rischi di un pesante contenzioso legale, se fosse condotta una pubblica gara in ritardo, con mille appigli possibili per un ricorso. Di conseguenza la giunta Galimberti sceglie di usare le risorse statali del decreto Rilancio per mettere in pratica, con un cofinanziamento, la proposta delle società dei bus, ampliando la flotta, che oggi conta in tutto 31 mezzi nuovi e 39 usati. L’età media sarà abbassata da 9,41 a 7,79 anni, e saranno del tutto eliminati i bus euro 4. Il Comune di Cremona userà soltanto bus elettrici nel servizio urbano. I soldi ci sono grazie alle risorse stanziate da un decreto dell’aprile ‘19 per i Comuni capoluogo di provincia ad alto inquinamento di polveri sottili. In più, ci sono i fondi del decreto Rilancio, più di un milione l’anno, in tutto 6 milioni e 230mila euro. E la gara non si fa più.

Paolo Zignani

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