Ivano Bonoldi, della sezione cittadina dell’Osservatorio nazionale amianto, stamattina ha depositato all’ufficio protocollo del Comune, inviandolo per conoscenza anche all’ufficio ambiente, un esposto che riguarda due siti del quartiere Castello, in via Dalmazia. Si tratta di due garage, l’uno di grandi dimensioni, confinante con il parco giochi di una scuola materna, l’altro più piccolo ma con una forte matrice fibrosa, che si trova oltretutto in una zona ad alta intensità abitativa. La dicitura usata nell’esposto indica la “verosimile presenza di amianto”, in attesa di definitivi accertamenti, tutt’altro che semplici, quando la proprietà è privata. La personale richiesta di Ivano Bonoldi è, in caso di conferma, che si proceda con urgenza e quindi si bonifichino i siti appena possibile. La diffusione dell’eternit in città è tale che ci sono persone che hanno paura di aprire le finestre di casa propria, quando i vecchi garage degli edifici vicini si trovano a poche decine di centimetri. L’amministrazione da parte propria, riprendendo anch’essa l’attività interrotta dall’emergenza, sta collaborando con l’Ona onlus e potrebbe intervenire su un sito di via Sammachini, parallela di via Giuseppina. Va ricordato che in provincia il censimento dell’Ats comprende ben 6mila siti con accertata presenza di amianto. I decessi legati all’Inar di Romanengo e ad altre vicende di contaminazione, in provincia, sono stati una quarantina. L’incubazione del cancro causato dall’esposizione alla terribile fibra richiede però decenni e in Italia il picco dei casi di malattia è atteso proprio in questi anni: di qui la preoccupazione degli abitanti.

-Paolo Zignani-

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