CREMONA La dichiarazione d’emergenza climatica e ambientale è stata rinviata ancora una volta, malgrado le promesse date alla delegazione del movimento Friday for Future Cremona, che a settembre ne ha chiesto l’approvazione. Nell’ordine di trattazione del consiglio comunale di lunedì 29 la dichiarazione, che consiste in un ordine del giorno dei capigruppo di maggioranza, è scomparsa. Tempi molto più rapidi, invece, per l’acciaieria Arvedi, che ha ricevuto il via libera della giunta Galimberti mercoledì scorso, in una delibera apparsa oggi sul sito del Comune. Nell’allegato tecnico, l’impegnativo intervento del direttore dell’Osservatorio epidemiologico dell’Ats Paolo Ricci è stato ridotto alle poche righe della conclusione, che acconsente alla sostituzione del forno della linea 2, migliorativo dell’attuale, purché non venga effettuato l’aumento di produzione richiesto dall’industria siderurgica di via Acquaviva, da 3 milioni e 600mila tonnellate annue d’acciaio a 4 milioni e 250mila. Il dottor Ricci aveva spiegato ampiamente gli effetti dell’inquinamento dell’aria, con riferimento anche ai fumi diffusi e ai rumori molesti e a tutta la multiforme problematica sanitaria, dando così un’ulteriore opportunità alle istituzioni di ripensare la pianificazione, come peraltro richiesto da tempo dagli Stati generali dell’Ambiente e della salute. Anche l’Arpa da parte propria aveva sottolineato, nel documento sottoposto alla conferenza dei servizi convocata dall’ente Provincia, la complessa situazione ambientale. Dalla giunta Galimberti arriva una presa d’atto della scelta dell’acciaieria di non aumentare la produzione, con la raccomandazione di contenere le emissioni odorigene, richiedendo interventi di messa in efficienza e miglioria. Viene poi chiesto un nuovo monitoraggio ambientale. Un’altra raccomandazione riguarda una migliore gestione del traffico dei veicoli e la preferenza per i movimenti su ferrovia anziché su gomma.

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