Piacenza In una delle rilevazioni effettuate da Confindustria a fine aprile solo un quarto delle aziende piacentine era totalmente aperto e il calo medio del fatturato era del 40% nel manifatturiero, con un balzo del 22% per lo smart working. Tre aziende su quattro hanno avuto un impatto negativo e l’81% ha fatto ricorso alla cassa integrazione, un dato, quest’ultimo, senza precedenti. Aziende che stanno andando avanti appunto con la cassa integrazione e che come stabilito dal decreto non possono licenziare fino al 17 agosto. Ma gli ammortizzatori sociali d’emergenza introdotti dal Decreto Cura Italia e perfezionati dal Decreto Rilancio sono stati programmati per 14 settimane. Le aziende hanno fatto ricorso a tali ammortizzatori sin dal primo giorno e questi stanno dunque finendo. Si preannuncia uno scenario dunque molto difficile per imprese e lavoratori se non si interviene presto. Per questo motivo il consigliere regionale piacentino Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia), fa sapere di aver interrogato la Giunta sul tema della disoccupazione post-lockdown. “Una cassa integrazione spiega in un comunicato – peraltro che non risulta ancora arrivata a tutti i dipendenti. Quando comunque sarà terminata emergerà il problema di quelle aziende che non potranno riprendere la loro attività a pieno ma, per motivi diversi – limiti ancora imposti dalle misure di sicurezza o diminuzione della richiesta per la crisi economica – dovranno lavorare a regime ridotto. Il divieto di licenziamento sino al 17 agosto metterà poi le aziende nella condizione di scegliere se mantenere i lavoratori in esubero pagandoli senza utilizzarli – se ne avranno le risorse – o collocarli in aspettativa senza retribuzione magari aprendo contenziosi, salvo la complessa ipotesi dell’utilizzo di ammortizzatori sociali ordinari non applicabile a tutti”. Alla regione emilia romagna tagliaferri chiede dunque se si sia valutato il potenziale numero di persone che rientrano in questa casistica e se la regione intenda attivarsi al fine di chiedere la coincidenza del divieto di licenziamento con il termine degli ammortizzatori sociali. Un modo questo per consentire almeno a chi resta senza lavoro di usufruire della disoccupazione.

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