Cremona Un infermiere dell’ospedale maggiore di Cremona, Luca Alini, ha rilanciato sul suo profilo facebook l’allarme per l’aumento di ricoveri di pazienti malati di covid-19 in condizioni gravi, dopo che la stessa struttura era diventata covid-free. Si parla di una decina di persone, due in pneumatologia e gli altri tra i malati infettivi, provenienti dalla zona di Viadana e Casalmaggiore, dove si è acceso un nuovo focolaio. Oggi pomeriggio, vista l’enorme eco mediatica, il direttore sanitario Rosario Canino è intervenuto per smorzare i toni, chiarendo che si tratta del già noto focolaio casalasco. Quindi il radiologo dell’ospedale di Crema Maurizio Borghetti ha precisato che c’è solo un caso grave su 10, in ventilazione assistita, mentre la terapia intensiva di Cremona resta covid-free. Luca Alini è tra i sanitari che hanno dovuto indossare ancora la mascherina protettiva, come si vede dal selfie che si è scattato in reparto, per mettere in guardia i cremonesi dal pericolo che si ripresenta. “Il virus – scrive l’infermiere – fa il suo lavoro: infetta nuovi ospiti per sopravvivere. (…) Noi esseri umani, invece (…) facciamo finta che non esista”. La critica è rivolta a chi crede che l’emergenza sia finita, e che si possa circolare senza precauzioni igieniche e sanitarie né distanziamento sociale, è chiara, anche se nell’ultimo report dell’istituto superiore di sanità la Lombardia è classificata a basso rischio. La provincia di Cremona, come risulta dalle statistiche pubblicate da infodata del “Sole 24 ore”, è uno dei territori più colpiti al mondo, terza nel vecchio continente per l’aumento della mortalità registrato quest’anno rispetto ai cinque anni precedenti: più 119 per cento. La prima in Europa è Bergamo, con il triste primato di un incremento del 147%, mentre Brescia segna più 91%. Sono dati raccolti da European Data Journalism Network, aggiornati al 15 maggio, per quel che riguarda l’Italia, con i dati Istat.

Paolo Zignani

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