Appassionata di moda e design, aveva infatti frequentato il primo anno dell’Istituto Stradivari di Cremona, pattinatrice, chierichetta, bella, solare, serena proprio come il suo nome: sembra impossibile accettare quanto accaduto ieri sera a Serena Sbolli, 14 anni soltanto e tanti sogni nel cassetto, tutti infranti sulla Quinzanese a Bordolano, dove stava tornando dopo essere stata col cugino 18enne, in vespa, alla festa di compleanno della nonna a Cignone, dove abita anche il cugino. Una Fiat Punto condotta da un 33enne bresciano li avrebbe tamponati mentre stavano svoltando a sinistra per entrare in paese, anche se l’esatta dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti. Mentre si attendono gli esiti dell’esame tossicologico e dell’alcol test effettuali all’uomo coinvolto, illeso, in attesa di eventuali disposizioni dell’autorità giudiziaria, il paese si stringe attorno alla famiglia così duramente colpita. Anche il sindaco Davide Brena, ha inviato uno scritto in cui ha sottolineato la gravità dell’accaduto, che ha scosso l’intera comunità e ha rimarcato la vicinanza alle famiglie dell’intero paese. Anche gli amici di Serena, commossi, hanno preferito non dire nulla mentre lasciavano in lacrime la casa dell’amica. E mentre don Roberto Moroni, sempre vicino ai genitori e alla sorella, sta predisponendo la Chiesa e allestendo anche il sagrato, per le norme sul distanziamento, con sedie e altoparlanti in modo da poter accogliere più presone possibili per l’ultimo saluto a Serena domani pomeriggio alle 17, il pensiero corre anche al cugino, ricoverato al Maggiore di Cremona, da dove sembrano arrivare leggerissimi segnali di miglioramento dagli accertamenti effettuati, anche se le sue condizioni restano gravissime per i numerosi traumi subiti. Non si arrestano, però, le proteste per quella strada troppo pericolosa.

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