Piacenza. Per gli inquirenti l’appuntato Giuseppe Montella, interrogato per tre ore oggi dal gip, è il capo: sarebbe lui il regista di quanto avveniva all’interno della caserma Levante di Piacenza, sequestrata dalla magistratura. Il suo legale, Emanuele Solari, all’uscita dal carcere, al termine dell’interrogatorio, ha detto che da parte del suo assistito, che ha pianto e sarebbe molto provato ma fiducioso perché crede nella giustizia, c’è stata “massima collaborazione. Inoltre, non avrebbero alcun fondamento le feste con le escort in caserma e, alla luce di quello che sta emergendo, si sarebbe detto molto preoccupato per i minori che potrebbero ascoltare queste notizie. Secondo invece quanto rivelato dai magistrati, Montella sarebbe un carabiniere dalla doppia vita che abuserebbe della sua divisa organizzando traffici di droga. Ma oggi sono stati sentiti altri carabinieri alle Novate, per gli interrogatori di garanzia e, tranne l’appuntato Salvatore Cappellano che davanti al gip si era avvalso della facoltà di non rispondere, hanno spiegato la loro versione dei fatti. L’avvocato Daniele Mancini, legale dell’appuntato scelto Giacomo Falanga, ha spiegato che il suo assistito “è estraneo ai fatti di violenza e spaccio di droga. Il suo tenore di vita era normale e non lascia presumere alcuna attività illecita”. La foto alla “Gomorra” con i soldi in mano, sarebbe riferita a una vincita al Gratta e Vinci pubblicata sui social circa cinque anni fa. In merito alla violenza sul cittadino che si vede in una foto ammanettato a terra e sanguinante, in base a quanto riferito dall’indagato, l’uomo “era caduto da solo durante l’inseguimento”. Nel frattempo, l’inchiesta che ha fatto sequestrare la stazione Levante, ha spinto il Comando generale dell’Arma ad azzerare i vertici provinciali, cambiando di fatto tutta la catena di comando.

Redazione

Piacenza.

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