La famiglia di Mauro Pamiro non ci sta ad accettare che si sia trattato di suicidio. Secondo quanto dichiarato dal procuratore della Repubblica di Cremona Roberto Pellicano a seguito dei risultati dell’autopsia effettuata sul corpo dell’uomo, non ci sarebbe nessun mistero sulla morte del 44enne professore cremasco dell’Istituto Galilei e si sarebbe trattato di un gesto volontario. Questa ricostruzione porterà presto all’archiviazione per la moglie del musicista professore: la grafica pubblicitaria Debora Stella, interrogata martedì per più di tre ore, risultata estranei ai fatti agli occhi dei magistrati. Per lei la posizione si alleggerisce, dopo l’indagine nei suoi confronti nel duro momento della perdita del marito. Ma dopo le dichiarazioni rese dal padre di Pamiro, il 79enne Franco, ingegnere in pensione, che nei giorni scorsi ha dichiarato che il figlio non avrebbe potuto arrampicarsi su quella casa in costruzione e poi gettarsi a causa della distrofia di cui era affetto e invalido al 35 per cento per l’INPS, la posizione dei genitori rimane quella di escludere convinzione l’ipotesi di un suicidio e non sono intenzionati a chiudere la vicenda. La loro prossima mossa prevede di rimettere tutto in discussione, con l’aiuto di un avvocato noto per un caso assai difficile, quello dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco nel 2007. Gian Luigi Tizzoni, del foro di Milano, aveva assistito la famiglia Poggi ed era riuscito ad ottenere la condanna di Alberto Stasi ed ora è interessato a seguire la vicenda al fianco della famiglia Pamiro, previo un confronto con l’attuale legale. La chiusura del caso emersa dalle affermazioni del procuratore cremonese Pellicano ha stupito per i tanti interrogativi e misteri che avevano circondato il ritrovamento del corpo senza vita del 44enne la mattina del 29 giugno scorso nel cantiere in via Don Mazzolari, ai Sabbioni. Ancora ci sono domande prive di risposta. Perché l’insegnante di informatica si sarebbe alzato dal letto a mezzanotte per uscire di casa scalzo, senza soldi e senza cellulare? Perché la sua disperazione non era stata colta da nessuno e sembrava invece una persona per lo più serena? come ha fatto a salire sull’impalcatura del cantiere, e ancora: la morte è davvero compatibile con la caduta da quell’altezza? Infine il foro sulla fronte, dovuto all’impatto contro un sasso

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