Cremona L’anno scorso i rappresentanti delle istituzioni cremonesi sono tornati trionfanti da un blitz romano, ricevuti dal neoministro Paola De Micheli, per dichiarare che non c’erano più ostacoli alla realizzazione dell’autostrada Cremona Mantova. Il cambio al vertice della Provincia, da Rosolino Azzali a Mirko Signoroni, non ha modificato la strategia, mentre il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti ha ribadito in consiglio comunale che “non ci sono alternative all’autostrada”. Sei mesi dopo, però, è trapelato che la Regione ha revocato a Stradivaria, società presieduta da Carlo Vezzini, l’incarico di  progettare il famoso tratto mancante, lungo 8 km, per affidarlo a una società esterna. E così nel piano economico finanziario presentato da Stradivaria il progetto degli 8 km, che già è stato tolto dalla Tirreno Brennero, non c’è. Il consigliere regionale dei 5 stelle Marco Degli Angeli ha quindi presentato un’interrogazione per chiedere con un tono del tutto neutro se, dopo vent’anni di discussioni, la Regione è in grado di fare l’autostrada o no, ponendo fine alla vicenda, tanto contestata da ambientalisti, associazioni e Comuni, che invece puntano sulla riqualificazione della provinciale 10 e sulla revoca della concessione a Stradivaria, che potrebbe però impugnare un’eventuale scelta drastica da parte del Pirellone. Anche questo progetto però trova molti ostacoli: l’arteria infatti non è ancora stata trasferita dallo Provincia ad Anas, malgrado l’avvio della procedura da parte dell’ex ministero Toninelli due anni fa. Ancor oggi non si è scelto fra la riqualificazione della provinciale e il raddoppio selettivo, che secondo Degli Angeli potrebbe far capire che la nuova autostrada non serve, evitando così una spesa pubblica di un miliardo se non di più, che non ha mai trovato finanziamenti. 

Paolo Zignani

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