Cremona La scarsa conoscenza dell’informatica non ha impedito a decine di cittadini di montare e configurare le centraline dal basso, che già oggi appaiono sul sito tedesco luftdaten.info, a propria volta collegato con centralinedalbasso.org. Sulla mappa dei sensori già abilitati e registrati in Europa e nel Medio Oriente, spuntano anche le prime icone della provincia di Cremona, a Pizzighettone, Vescovato e Castelleone, che saranno seguite da Casalmaggiore, Cremona e altre località del territorio. L’install-day si è svolto sabato ad Annicco, nella palestra comunale di via Oberdan, con l’organizzazione del gruppo Verde Annicco guidato da Giuseppe Mainardi. Il ricercatore Emmanuele Cavalli ha spiegato come procedere, per due ore di spiegazioni. Lo scopo è misurare le polveri sottili nell’area di casa mettendosi in rete con altri cittadini, che utilizzano la medesima tecnologia e che possono collegarsi con i Comuni, la polizia locale e l’Arpa. Le centraline che forniscono i dati ufficiali sono ben poche: due a Cremona, oltre a Spinadesco, Soresina, Corte de’ Cortesi e Crema. L’Arpa pubblica soltanto le medie giornaliere, evitando quindi di mostrare le punte più alte. Sono 64 però le centraline dei cittadini, le cui richieste stanno ancora aumentando. La collaborazione con le istituzioni potrà quindi migliorare la conoscenza della qualità dell’aria, e rendere noti i momenti più critici, localizzandoli e segnalandoli alle autorità. La sensibilità degli abitanti, assai cresciuta negli ultimi anni, è giustificata dai dati dell’Arpa, che su Cremona oggi rende noto lo sforamento della soglia d’ozono, di nuovo oltre il limite di 120 sulle otto ore più calde, con una media di 156 microgrammi per metro cubo quando la soglia è 120.

Paolo Zignani

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