Cremona A Corte de Frati sul canale Grumone i lavori di costruzione della nuova centralina idroelettrica si concluderanno a fine settembre, soltanto rallentati dal lockdown. Il cantiere, che ha comportato un investimento di 2 milioni di euro, sta trasformando il luogo: l’impianto infatti viene collocato sotto terra, e le opere di compensazione prevedono lavori stradali, che danno vantaggio economico ma non ambientale. L’opposizione del Wwf e degli agricoltori della famiglia Vaghi, però, non ha dato risultati, se non un ridimensionamento dell’impianto e lo spostamento della cabina elettrica, con la garanzia che la centralina non dovrà penalizzare le irrigazioni. La produzione di energia prevista è di 2 milioni e 412mila kw all’anno: dopo 9 anni la ditta Flowel, vendendo energia all’Enel, avrà recuperato l’investimento. Nel Parco dell’Oglio, come in tutte le aree protette, si possono fare solo lavori di manutenzione, restauro e risanamento conservativo, come ricordava la diffida del Wwf, ma l’energia rinnovabile ha trovato via libera. In provincia la diffusione delle centraline elettriche non si ferma più, tant’è vero che procedono i lavori di un nuovo impianto a biometano a Cingia de Botti, mentre a Madignano l’amministrazione provinciale ha autorizzato un biogas presso la cascina Cà de Frati. A Credera Rubbiano una ditta ha presentato in Comune una manifestazione a biogas per costruire un altro biogas. Salviamo il Paesaggio continua a battersi, assieme agli Stati generali dell’ambiente della provincia di Cremona, perché si pianifichi evitando eccessi speculativi: sono più di 170 in provincia i biogas. Maria Grazia Bonfante nota che dal 2003 l’ente Provincia promuove il biogas semplificando la fase autorizzativa, evitando però di pianificare. Dal 2003 al 2009 le centraline autorizzate erano 16, per poi moltiplicarsi per dieci in pochi anni.

Paolo Zignani

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