Non sono ancora terminate le attività di ricostruzione della vicenda che ha visto la morte di Mauro Pamiro, il 44 enne professore di informatica presso l’istituto Galilei di Crema e musicista, trovato cadavere la mattina del 29 giugno scorso nel cantiere in via Don Mazzolari, ma il Procuratore della Repubblica di Cremona, Roberto Pellicano, ha dichiarato che si è trattato di un gesto drammatico. I risultati dell’autopsia dimostrano che le lesioni sono compatibili con una caduta e la ferita in mezzo alla fronte sarebbe da imputare all’impatto contro il terreno e in particolare contro un sasso trovato vicino al corpo. Cade dunque l’ipotesi dell’omicidio con il coinvolgimento di terze persone. La moglie del professore, Debora Stella, interrogata martedì per più di tre ore, rimane per ora indagata, ma presto verrà richiesta l’archiviazione del caso. Nonostante i dubbi sollevati dal padre di Pamiro, il 79enne Franco, ingegnere in pensione, che nei giorni scorsi ha dichiarato che il figlio non avrebbe potuto arrampicarsi su quella casa in costruzione e poi gettarsi a causa della distrofia di cui era affetto e invalido al 35 per cento per l’INPS, il caso sembrerebbe chiuso.

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