Cremona L’emergenza economica presenta il conto, sotto forma di mancati incassi delle imposte comunale. La giunta Galimberti bis ha presentato la relazione di salvaguardia degli equilibri di bilancio nell’ultima riunione di consiglio e i dati sono rilevanti. Il Comune per una volta fa sconti e pareggia il bilancio con fondi perequativi versati dagli altri Comuni italiano e dal governo: in tutto Cremona beneficia, al 29 giugno, di 6 milioni e 250mila euro. In passato, ogni anno, era stata Cremona in quanto Comune virtuoso, con i conti in regola, a versare sistematicamente un fondo annuo a favore degli enti locali in difficoltà economica e finanziaria: quest’anno viene aiutata. Il municipio nel 2020 fa risparmiare 400mila euro a negozi, bar e ristoranti, rinunciando a un terzo dell’imposta sulla pubblicità, che si applica alle insegne e a tutti gli spazi di carattere propagandistico, zerbini compresi. Lo sconto sull’addizionale comunale Irpef vale poi 1 milione e 400mila euro. I mancati incassi di Imu arrivano a 2 milioni e 400mila e di imposta di soggiorno nemmeno si parla per quest’anno, con 150mila euro non pagati da alberghi e Bad & breakfast. Rallenta pure il recupero dell’evasione di fiscale, per 300mila euro in meno. Lievita di poco soltanto la Tari, per ora 85mila euro in più, in seguito al recupero dell’evasione negli anni scorsi, che ha fatto emergere contribuenti che erano in debito verso l’amministrazione e che d’ora in più sono individuati e tenuti a pagare. I tempi di pagamento della tariffa rifiuti si dilatano comunque, con un primo pagamento il 31 luglio e saldo a fine anno. Le agevolazioni sulla Tari concesse alle piccole imprese per il periodo di forzata chiusura ammontano a 1 milione e 200mila euro.

Paolo Zignani

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