Cremona. L’ospedale di Cremona ha subito nel corso degli anni tagli molto pesanti. Il consigliere comunale Nicola Pini, del Pd, sostiene che la Regione Lombardia non solo non ha mai voluto occuparsi della sanità cremonese, e che anche in futuro continuerà con lo stesso atteggiamento. Tutte le medicine riabilitative sono state consegnate alle case di cura e alle case di riposo, sono stati cancellati 30 posti letto in Cardiologia, presto si lascerà chiudere anche la terapia intensiva neonatale, per trasportare i neonati a Brescia. Sono a rischio poi i 20 posti letto di medicina d’urgenza, oggi all’interno del Pronto soccorso. La stessa scuola per infermieri si trova da mezzo secolo in un seminterrato, con finestre che danno su un muro, come in un fossato, al di sotto del livello del terreno, per quanto gli ambienti siano stati rimodernati. Il personale è quasi rassegnato, e anzi teme che il maggiore diventi l’ospedale Covid di tutta la Lombardia, mentre la medicina territoriale è assente, come diventato evidente durante i mesi critici dell’emergenza. Sentiamo le parole del consigliere comunale Nicola Pini.

Paolo Zignani

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