CREMONA Nuova grana per l’ospedale di Cremona, che da anni, fra Regione e governi, soffre le conseguenze di un andamento economico poco favorevole agli investimenti sulla sanità pubblica. La società Banca Farmafactoring il 26 maggio ha citato in giudizio, in una causa civile, l’Azienda sociosanitaria territoriale, per farla condannare al pagamento di fatture non saldate. Il totale è di 295mila euro, compresi gli interessi. Il direttore generale Giuseppe Rossi ha deciso di resistere e di assegnare l’incarico di difensore all’avvocato Gabriella Battaglioli del foro di Milano, che fa parte dell’elenco di legali di fiducia approvato a fine febbraio. La battaglia ingaggiata da Banca Farmafactoring dura da tempo, tant’è vero che già anni fa altre aziende sociosanitarie mettevano a bilancio i fondi per pagare le spese legali connesse alle cause civili. Farmafactoring infatti, tra le proprie attività, si è fatta portatrice degli interessi delle imprese che lamentano crediti mai onorati da numerose aziende sociosanitarie lombarde, e che si sono rivolte alla società milanese per ottenere il risarcimento mediante la cessione dei loro crediti e l’attività di recupero. I ritardi nei pagamenti, da parte delle aziende sanitarie pubbliche italiane, sono ben noti, ma per l’ospedale di Cremona si erano mobilitati prima dell’emergenza gli stessi sindaci del territorio, chiedendo alla giunta Fontana investimenti consistenti per i lavori di ristrutturazione, l’acquisto di apparecchiature e l’assunzione di personale. Allora, quando i fiocchi gialli organizzavano manifestazioni in largo Priori contro il declassamento dell’unità di terapia intensiva neonatale e convegni con i medici nella sala Eventi di Spaziocomune, emergenza sanitaria era considerata il mancato ricovero di un neonato a Cremona. L’assessore regionale Giulio Gallera, convocato a Cremona in Provincia, dava la responsabilità ai governi. Discorsi travolti prima dalla pandemia e poi dalla proposta di Forza Italia di costruire un nuovo ospedale, rilanciata e modificata dal sindaco Gianluca Galimberti.

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