Cremona Immancabili, nemmeno più messi in discussione come ai tempi della prima amministrazione Galimberti, i premi ai dirigenti sono stati assegnati anche quest’anno, in alcuni casi con somme cospicue. Il segretario generale Gabriella Di Girolamo viene valutato a parte e ha diritto a 10.380 euro in più nella busta paga del mese di luglio, sotto il titolo di retribuzione di risultato, che è la parte variabile dello stipendio che potrebbe scendere eventualmente anche a zero euro, secondo la valutazione ricevute rispetto agli obiettivi da raggiungere. Il costo complessivo a carico del Comune è invece di 13.866, compresi gli oneri contributivi e l’Irap. Per il segretario, quest’importo vale il 10% del monte salari dell’anno scorso, che supera quindi i 100mila euro. Le polemiche colpivano la trasformazione del premio in parte fissa, secondo la consuetudine nazionale di non dare affatto la sensazione che i dirigenti venissero realmente valutati. Altra contestazione riguardava la capacità dei dirigenti di fare programmazione, senza limitarsi alle scelte che incombono ogni giorno, che possono competere ad altri dipendenti. Anche la giunta Galimberti, dopo una fase dialettica iniziale, conclusa con una riduzione generale dei premi, non ha più introdotto modifiche rilevanti. Ricevuto il 3 luglio il report del nucleo di valutazione indipendente, incaricato di stilare le pagelline dei 12 dirigenti, l’ufficio personale ha liquidato i premi, complessivamente 111mila euro, che sommati agli oneri contributivi e all’irap ammontano a 146mila a carico del Comune, finanziati con le risorse messe a bilancio nel 2019. Un dato in linea con gli ultimi anni, a confermare il clima di bonaccia che sembra regnare tra dirigenti e giunta. Il premio più alto arriva a 15.700, il più basso nemmeno a 900. Le posizioni organizzative, cioè i vice, si devono accontentare invece di 81mila euro complessivi.

Paolo Zignani

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