Alla fine è stato indagato anche il governatore lombardo Attilio nell’inchiesta della Procura di Milano sulla fornitura da mezzo milione di euro di camici e altri dispositivi di protezione da parte della società Dama spa gestita dal cognato del governatore Andrea Dini, mentre la moglie di Fontana, Roberta Dini, detiene una quota del 10%. La nuova iscrizione nel registro degli indagati, con l’ipotesi di reato di frode in pubbliche forniture è arrivata nel giorno dell’audizione di Filippo Bongiovanni, il dg dimissionario di Aria spa, la centrale acquisti regionale, indagato per turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente, assieme allo stesso Andrea Dini. Nonostante l’affermazione di estraneità alla vicenda, è emerso che Fontana  cercò di fare un bonifico lo scorso 19 maggio, attingendo da un suo conto svizzero,— 4 giorni dopo una generica intervista di Report — tentando di bonificare alla Dama spa del cognato 250.000 euro: cioè gran parte del mancato profitto che sarebbe derivato dalla traduzione della fornitura in donazione, avvenuta appena il 20 maggio. Intanto ieri nelle tre ore di faccia a faccia coi pm, Bongiovanni avrebbe fornito la sua versione dei fatti chiarendo che la Regione e la sua centrale acquisti nelle fasi più difficili dell’emergenza Covid hanno operato in uno stato di necessità. Secondo l’accusa quell’affidamento diretto senza gara della fornitura, che risale al 16 aprile, sarebbe avvenuto in conflitto di interessi e poi trasformato in donazione il 20 maggio. Dama, comunque, avrebbe voluto guadagnare provando a vendere 25mila camici (del totale dei 75mila) anche a fine maggio con un prezzo di 9 euro a camice, invece che 6 euro che era il prezzo proposto ad Aria. Bongiovanni, dal canto suo, avrebbe chiarito che in quella fase erano state sospese tutte le procedure di verifica sulle forniture, compresa quella sui conflitti di interesse. Allo stato, gli inquirenti non hanno in programma di ascoltare anche Andrea Dini, mentre probabilmente ci sarà la necessità di ulteriori accertamenti da parte del Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf. E’ stato escluso un ruolo nella vicenda della moglie del governatore.

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