CREMONA Il sindaco Gianluca Galimberti ha precisato nell’ufficio di presidenza di ieri alcuni obiettivi ai quali sta lavorando, nel suo ruolo di presidente della fondazione Ponchielli, da tempo bersagliata dalle polemiche che hanno diviso il consiglio d’amministrazione, con i soci privati, il Comune e le parti politiche su posizioni contrapposte. Il sindaco contesta quella che considera una spesa fattasi eccessiva per le casse dell’amministrazione. Il bilancio previsionale del teatro, così come appariva nel settembre scorso, era insostenibile per il sindaco, particolarmente preoccupato per la destinazione del denaro pubblico: “Ripianare avrebbe significato – ha dichiarato – far venir meno la natura privatistica della fondazione”, perché il Comune sarebbe diventato automaticamente proprietario. Il Comune infatti ha aumentato dal 2015 al 2019 la media dei contributi annui: 950mila euro, per un totale di quasi 5 milioni, più che nel periodo dal 2010 al 2014, quando il sindaco era Oreste Perri. Il bilancio però continua a erodere il fondo patrimoniale, in costante riduzione ormai da dieci anni. L’intenzione del sindaco è quella di far collaborare il museo del violino, economicamente più solido, con il teatro, in modo da far suonare ai migliori studenti sul palcoscenico del Ponchielli gli strumenti storici che tutto il mondo invidia a Cremona. Il teatro entrerebbe nel circuito di finanziamenti della liuteria. Di fronte a quest’obiettivo, l’amministrazione ridurrebbe il proprio contributo. Il punto di vista del sindaco, che ha ripetuto di essere “garante dei soldi pubblici”, è sostenuto dalla sua maggioranza, ma al Ponchielli il malumore è forte. Il progetto del sindaco, infatti, potrebbe mettere a repentaglio la qualità della programmazione. 

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