Quattordici arresti, sette in carcere e sette ai domiciliari, tra cui un commercialista di Cuggiono, nel Milanese.  È il bilancio dell’ operazione “METAL EMPIRE” condotta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Legnano su richiesta della Dda di Milano con al centro  un maxi traffico illecito di rifiuti, “principalmente rottami ferrosi” che venivano movimentati “senza tracciabilità” e con compravendite effettuate “in nero”. Nel blitz di stamani sono stati disposti anche sequestri per oltre 15 milioni di euro a carico di ventotto indagati. Tra le accuse oltre all’associazione per delinquere e al traffico di rifiuti anche la frode fiscale e il riciclaggio. Il gruppo operava anche in Ungheria e Croazia. Altre venticinque persone sono indagate nell’inchiesta. Dall’inchiesta è emerso che circa 74mila tonnellate di rifiuti, in gran parte materiali ferrosi, erano state “falsamente documentate”. Sono state accertate fatture false per oltre 56 milioni di euro e le indagini si sono concentrate su oltre quarantadue società che operano nel settore dei rifiuti. Tra i reati contestati nell’indagine, anche l’autoriciclaggio e il trasferimento fraudolento di denaro, reati tutti aggravati “dall’aver commesso i fatti” con una “organizzazione criminale transnazionale che operava in Lombardia, Ungheria e Croazia”. Gli accertamenti sono scaturiti da una “verifica fiscale nei confronti di una società operante nel commercio di rottami ferrosi”, che risulta essere “evasore totale dal 2011”. Documentata anche un’evasione Iva da oltre 1 milione.

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