La provincia di Cremona non esiste nell’assestamento di bilancio della Regione Lombardia, malgrado le pesanti sofferenze del settore sanitario e delle attività produttive patite dal territorio durante l’emergenza, che potrebbe ripresentarsi in un’eventuale seconda ondata. Il consigliere Matteo Piloni ha protestato per la carenza se non assenza di interventi a favore della scuola, dell’ambiente, delle piccole imprese, dell’occupazione, visto il gran numero di lavoratori che rischiano di perdere il posto quando terminerà il blocco dei licenziamenti. Nulla nemmeno per le linee ferroviarie cremonesi, tutt’ora in difficoltà, visti gli incidenti, lo scarso numero di treni, spesso vecchi e malconci, e i rimborsi degli abbonamenti già pagati a Trenord e mai usati. E niente, in agricoltura, per la tutela dei prati stabili. Invece di occuparsi del riqualificazione della provinciale Cremona Mantova o di altre strade della provincia, 850 chilometri in tutto, in buona parte ammalorate e segnate da numerosi incidenti, la Regione, come contesta Piloni, distribuisce prebende ad alcuni singoli piccoli Comuni lombardi, al di fuori di un disegno complessivo di sviluppo sostenibile. Vengono investiti due miliardi e mezzo, senza però il piano Marshall che il territorio provinciale si aspettava. Il decreto Semplificazioni, inoltre, viene considerato con timore dalle associazioni ambientaliste, che spesso lo ribattezzano Dl Devastazioni, perché indebolisce l’iter autorizzativo. I tempi per le osservazioni sono ridotti, in caso di valutazione d’impatto ambientale, la partecipazione dei cittadini viene resa più difficile, i documenti meno accessibili e i tempi si fanno più brevi anche in caso di conferenza dei servizi e sempre in nome di una presunta lotta alla burocrazia, che in realtà penalizza il controllo del territorio.

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