Brescia Caffaro o meglio il gruppo Todisco (che nulla a a che fare con  la Caffaro Chimica responsabile dell’inquinamento nel sito bresciano) ha annunciato di voler andarsene prima del 2023. L’interruzione anticipata delle attività produttive apre due nuove questioni: una sociale e una ambientale. A rischio sono 54 lavoratori ma non solo. Se il gruppo chiuderà sarà il ministero dell’ambiente a dover gestire la situazione: oggi è la Caffaro stessa infatti che mantiene attiva la barriera idraulica per evitare che la falda intercetti i terreni inquinati di pcb,diossina e altri veleni. Intanto è partita un’interlocuzione tra azienda Ministero e Comune che ancora attende da Roma il via libera al piano di bonifica operativo.

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