Escono dal carcere altri due arrestati nell’operazione Odysseus che ha scoperchiato il vaso di pandora sulle attività illegali e i crimini efferati perpetrati, secondo l’accusa, all’interno di una caserma dei carabinieri di Piacenza, la Levante, sequestrata dalla Procura. A lasciare il carcere, per aver collaborato pienamente con i pm attraverso i vari interrogatori cui sono stati sottoposti e ribaltando così la misura del carcere con quella degli arresti domiciliari, sono due uomini, accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di un marocchino e un piacentino che avrebbero aiutato gli inquirenti a ricostruire il sistema di spaccio gestito da alcuni carabinieri in collaborazione con alcuni spacciatori. Mentre prosegue il lavoro della magistratura che sta ricostruendo il puzzle dell’attività criminosa portata avanti nella caserma dei carabinieri Levante di Piacenza, con un fiorente giro di spaccio coltivato in particolare nel periodo di maggiore crisi sanitaria e nel lockdown, il sequestro della sede dell’Arma in via Caccialupo è al centro di un’interrogazione Parlamentare che il deputato Edmondo Cirielli di Fratelli d’Italia ha presentato al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. La richiesta di chiarimenti sulla decisione della Procura era già stata avanzata lo stesso giorno in cui scattati gli arresti nei confronti di una decina di carabinieri che erano in servizio proprio nella caserma infine posta sotto sequestro. Secondo Cirielli resta da chiarire il motivo della decisione di fare ricorso ad una misura mai utilizzata prima, ossia quella del sequestro di un’intera caserma dell’Arma, per la prima volta in Italia. Una misura secondo il deputato di Fdi, che creando un grosso scalpore, è risultata lesiva degli interessi dello Stato. Cirielli ha parlato anche di “intromissione delle funzioni del Governo”, con ripercussioni in termini di sicurezza della cittadinanza, per il venir meno di un presidio dell’Arma sul territorio, e in termini anche di fiducia dei cittadini nell’istituzione. La procura nella conferenza stampa che aveva reso pubblica l’operazione Odysseus, aveva precisato che la misura decisa per la caserma Levante era un sequestro probatorio. Nella zona è stata prontamente allestita una stazione mobile per non interrompere l’operatività dell’Arma sul territorio, con l’appoggio della vicina caserma dei Carabinieri Forestali per accogliere alcuni uffici trasferiti dalla sede di via Caccialupo.  Qui infatti sono proseguite le indagini ,che si sono svolte con il controllo dei dispositivi elettronici in uso ai militari coinvolti nell’indagine e successivamente dalla ricerca di tracce ematiche e biologiche da parte dei Ris. Intervento, quest’ultimo,  bloccato dalla difesa di uno degli imputati.

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