Torna sotto i riflettori il biodigestore di rifiuti che dovrebbe sorgere nella frazione Castelletto di Leno, nella bassa bresciana. Dopo i No espressi da più parti, non ultimo quello del comune di Leno, arrivano le controdeduzioni del Comitato per la Salvaguardia del Territorio di Castelletto alle integrazioni fornite alla Provincia dalla ditta proponente. Un dossier di 30 pagine che partono da un caposaldo. Un trattamento di questo tipo, che mangerebbe 30 mila metri quadri di suolo agricolo, non va fatto in quella zona. Tra le parti contestate ci sono la difficoltà a trovare siti alternativi e il non aver elaborato uno studio adeguato in merito all’elevata vulnerabilità dell’acqua che scorre a meno di un metro dal luogo scelto per la realizzazione dell’impianto. La Provincia di Brescia, a breve, dovrà convocare una nuova conferenza dei Servizi e decidere se autorizzare o meno l’impianto che si auspica venga tolto anche dal Piano Rifiuti a cui sta lavorando la Regione.

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