E’ partita a Clusane d’Iseo, nella zona antistante il Porto, la seconda fase del progetto che mira all’individuazione delle tecniche per limitare la crescita della Vallisneria Spiralis, l’alga dritta e liscia che si distacca dal fondale con l’abbassamento del livello dell’acqua che ha compromesso la sua biodiversità dopo averlo colonizzato. Si tratta di una seconda fase di un’operazione partita la scorsa estate, con la posa di circa 3mila metri quadrati di telo biodegradabile in iuta e cocco sul fondo, al fine di contenere la crescita delle macrofite acquatiche. Con queste opere di “rinaturazione” viene salvaguardato il fondale lacustre, poiché non viene smosso il sedimento, non viene disturbata la fauna acquatica e non viene modificato l’habitat. Continua, nel frattempo, il monitoraggio dell’azione dei teli coprenti, al fine di testarne la durata e l’efficacia.

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