Convalidato arresto per Alessandro Pasini, che non ha confessato, nonostante i gravi indizi a suo carico, l’omicidio di Sabrina Beccalli, scomparsa da Crema a Ferragosto. L’uomo ha risposto per quasi due ore alle domande del gip Giulia Masci e del pm Lisa Saccaro. Questa volta ha parlato, difendendosi dalle accuse ma ricostruendo una sua versione della notte tra sabato e domenica scorsa. Pasini, ripreso da solo in auto alle 22 alla guida dell’auto, un’ora prima dall’intervento dei vigili del fuoco per l’incendio della Panda Rossa della donna in un campo, ha confessato l’incendio dell’auto. Intanto proseguono le ricerche mirate. I vigili del fuoco ispezionano una grossa cisterna piena di liquami nei pressi del ritrovamento della macchina incendiata, a Salvirola, per ora hanno utilizzato lunghi bastoni e anche una sonda ma non è stato possibile scandagliare completamente la profonda vasca. Potrebbe rendersi necessario lo svuotamento completo per verificare la presenza o meno del corpo. Una decisione che potrebbe prendere il magistrato nelle prossime ore. I controlli si sono poi orientati su una roggia non lontano. Sono in tutto quattro i sopralluoghi effettuati invece dai carabinieri del Ris di Parma che hanno compiuto accurate analisi a partire dalla strada in cui è stata trovata l’auto di Sabrina, per poi concentrare l’attenzione a Crema: a casa dell’ex fidanzata di Pasini, che si trova in vacanza in Sicilia ma che è già stata sentita dai carabinieri del posto mercoledì sera e che non risulta indagata. Per ora le attività di indagine hanno fornito elementi nuovi e interessanti per rafforzare l’accusa, secondo quanto dichiarato dal procuratore Roberto Pellicano. Da parte della famiglia della 39enne scomparsa continuano a rinnovarsi le richieste a Pasini, affinchè dica dove è il corpo della donna per permettere il suo ritrovamento. Ma dall’uomo, 45enne con precendenti per vari reati che vanno dallo spaccio alla rapina alle molestie, non arriva risposta in questo senso. La sua unica ammissione davanti ai magistrati, è stata sull’uso dell’auto e l’incendio della stessa. Una evidenza che non poteva, d’altra parte, essere negata. A suo carico le immagini delle videocamere che lo hanno ripreso con nitidezza. Altri elementi potranno arrivare dal cellulare dell’uomo e da un messaggio inviato la notte di Ferragosto da Sabrina.

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