Cremona. Non si fermano le ricerche del corpo della mamma 39enne scomparsa il giorno di ferragosto da Crema, perché la ricostruzione fatta da Pasini non convince. L’uomo ha detto che Sabrina è morta alle 5 del mattino nella casa della sua ex fidanzata, in via Porto Franco: a causa di un malore in bagno, è caduta e si è ferita al volto e poi è morta per overdose, dopo aver assunto sostanze stupefacenti. Ma una vicina di casa aveva sentito urla a quell’ora, allertando il 112. Ma i resti carbonizzati trovati all’interno dell’auto data alle fiamme sarebbero di un cane, per questo tutti i corsi d’acqua e le rogge della zona sono passate al setaccio, dopo che la cisterna di liquami non ha restituito il suo corpo. Risposte importanti sugli spostamenti di Pasini, quel giorno, potrebbero arrivare dall’esame tecnico, curato dal perito Luca Losio e iniziato ieri, dell’iPhone dell’uomo che inizialmente aveva negato il Pin e poi ha deciso di collaborare.  Il cellulare contiene un sistema di geolocalizzazione che può tracciare i movimenti del proprietario, compresi quelli che potrebbe aver compiuto per liberarsi eventualmente del corpo. Sarebbero 10 le ore in cui sarebbe avvenuto tutto: dalle 5 del mattino alle 15 del pomeriggio circa, quando è stato visto passare prima in auto e poi in monopattino e, per l’occultamento del cadavere, si fanno congetture sul fatto che l’uomo possa essere stato aiutato. Restano congetture, perché Pasini non ha mai ammesso l’omicidio, ma avrebbe ammesso il movente, ossia l’avance respinta. Ma la versione del 45enne è legata all’overdose e, altra incongruenza, striderebbe con i resti ematici ritrovati anche sul pianerottolo dell’appartamento. Per questo diventano fondamentali gli esiti sulle analisi del telefonino e, soprattutto, il ritrovamento del corpo.

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