Fra i primi a notare che sul canale navigabile stavano galleggiando delle sostanze dall’aspetto oleoso è stato un pescatore, nella giornata di ieri. L’acqua aveva assunto un colore insolito, così è partita la prima segnalazione. I  volontari di Protezione Civile del Nibbio hanno messo a disposizione delle panne assorbenti che hanno poi posato mediante un tubo, steso da una sponda all’altra, per neutralizzare le chiazze nerastre apparse accanto all’acciaieria Arvedi, dove giovedì 13 è scoppiato un incendio. Arpa Lombardia oggi pomeriggio ha pubblicato sul proprio sito un aggiornamento, per far sapere che ieri pomeriggio “sono stati eseguiti controlli sugli scarichi dell’azienda, con esito negativo”. L’attività produttiva era ferma: gli impianti erano sottoposti a interventi di manutenzione. E’ stato prelevato dall’Arpa un campione dal canale. I tecnici non confermano che si tratti di olio esausto, come diversi cittadini invece hanno ipotizzato, limitandosi soltanto a sostenere che “al momento si esclude che le sostanze inquinanti possano provenire dall’acciaieria Arvedi”. Già ieri l’Arpa ha escluso “qualsiasi tipo di danno ambientale” dovuto all’incendio, con un solo dubbio riguardante l’eventuale inquinamento delle acque, dubbio rimosso dall’aggiornamento di oggi.

-Paolo Zignani-

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