La città ha bisogno di pulizia, di estirpare erbacce, potare alberi pericolanti e rendere più sicuri i marciapiedi, tanto più dopo qualche mese trascorso forzatamente senza manutenzione a causa del lock down. Ma non appena il sindaco Gianluca Galimberti ha pubblicato sulla sua pagina Facebook il comunicato sul sopralluogo che ha compiuto nelle vie più prestigiose del centro storico, durante le operazioni della cooperativa bresciana “Il quadrifoglio”, si sono scatenate le osservazioni e gli inviti a visitare le strade più trascurate, allo Zaist, Borgo Loreto e Cavatigozzi, dove strade di lusso non ce ne sono. E’ l’ennesimo segnale che gli abitanti inviano al sindaco, di non eccedere con gli spot a proprio favore, spesso salutati con bordate di critiche. Proteste di questo tipo, per l’aspetto trasandato della città, in vari punti presa di mira da bivacchi e inondata di rifiuti fuori posto, durano da anni. Le serre comunali, poi, si ritrovano con personale ridotto da una ventina di addetti a quattro soltanto, e in alcuni periodi solo due operativi. Le proteste colpiscono anche l’assessore Rodolfo Bona, nominato con delega alle Piccole cose per fermare la marea del malcontento civile. Operazione sinora poco apprezzata, viste le segnalazioni di una via Pampurino “terra di nessuno” a 200 metri dal cimitero, di via Francesco Soldi, laterale di via Brescia, ridotta a una giungla, con i rami dei tigli cresciuti tanto da arrivar quasi a toccare terra, così come in via Bassiano, tra Cavatigozzi e la città, dove i privati non tagliano le piante. L’elenco è lungo, e si somma alle periodiche lamentele per le condizioni dei giardini di piazza Roma, oltre che della stazione ferroviaria, dove i bagni e il bar sono chiusi da tempo, e c’è chi utilizza impropriamente i binari. Incuria, poi, allo Zaist, al Maristella, in zona Cascinetto, e ovunque si invoca un sopralluogo del sindaco, che pure vanta la propria grande opera, cioè la manutenzione della città, concentrata sui lavori per la sicurezza delle scuole, delle strade e degli edifici pubblici. Ma urgono, nonostante i piani del Comune, pure le proteste per le buche, profonde e larghe, che punteggiano molte vie, con diverse cause di risarcimento danni ogni anno contro l’amministrazione.

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