Cremona C’ è apprensione per la presenza del virus West Nile anche sul territorio cremonese. Dopo il decesso di un uomo di 80 anni di Spino d’Adda rimasto vittima delle complicanze legate alla puntura di una zanzara portatrice del virus, un altro paziente 70enne è ricoverato al Maggiore di Cremona con lo stesso virus. L’ospedale, secondo protocollo, ha fatto denuncia all’Ats per la presenza in città del virus e, dopo opportuni accertamenti, su sollecitazione di Ats, il Comune interessato dovrà mettere in atto la disinfestazione. Per ora il Comune di Cremona non è stato attivato, mentre gli ultimi interventi di bonifica sono stati realizzati con interventi larvicidi nel mese di maggio e, con interventi adulticidi nelle aree verdi dei vari quartieri cittadini, in giugno e poi ancora in luglio. L’attenzione è alta, dal momento che la provincia è inserita nell’elenco dei territori ad alto rischio di trasmissione. I due affetti da virus del nilo occidentale non erano pazienti covid 19. Una situazione questa non nuova. Già lo scorso 17 luglio il Comune di Piacenza aveva diffuso un comunicato in cui si precisava che la sorveglianza etnomologica e veterinaria attivata dal piano regionale di sorveglianza delle arbovirosi aveva individuato, nelle trappole della rete di monitoraggio di Cremona e Caselle Landi nel lodigiano, zanzare positive al virus. Importante in questi casi è la comunicazione alla popolazione. Le zanzare in Lombardia sono aumentate del 27% a causa, dicono gli entomologi, del caldo e umidità che fanno aumentare le larve. Sul sito di meteo zanzare è possibile visionare le aree maggiormente a rischio.  Sei anni fa Mario Cattaneo, 86 anni di Pizzighettone, fu la prima vittima cremonese del West Nile.  

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