Il costo del servizio rifiuti lievita ancora leggermente e sale a 10 milioni e 343mila euro a carico del Comune, che due giorni dopo Ferragosto ha emesso la determina con cui paga Lgh gestioni, del gruppo A2A. L’acconto è stato pagato dall’amministrazione a giugno, per due milioni e mezzo, e ora arriva il resto: qualche anno fa il costo era di mezzo milione più basso. I cittadini invece possono pagare in tre rate, entro il 31 luglio, 30 settembre e 15 dicembre, e il malcontento è già emerso varie volte. Il Comune non ha mai eseguito una vera e propria gara, limitandosi a ripetere l’affidamento diretto, perdendo così l’occasione di emettere un bando di gara che imponesse al gestore la strategia scelta da un sindaco che ha messo in programma la dismissione dell’impianto di San Rocco. Il bando di gara, richiesto dalle associazioni, avrebbe potuto escludere proprio lo smaltimento tramite incenerimento, che invece continua a costare un milione l’anno al Comune, circa il 10% della Tari, che a Cremona è più cara rispetto a molti altri Comuni della provincia. Fanno 132 euro in media per abitante, rispetto a 90 circa di Castelleone, Vescovato, Castelverde ma anche Trescore, Vailate, Romanengo e Salvirola. Nel corso dell’ultima riunione dell’Osservatorio rifiuti, datata ottobre 2018, Maria Cristina Arata aveva protestato. Allora l’assessore all’ambiente era Alessia Manfredini, che stava trattando con Lgh per ridurre l’importo e introdurre la tariffa puntuale. Oggi la delega del piano rifiuti non è più al settore ambiente bensì, come ha deciso il sindaco Galimberti, del settore bilancio, ovvero all’assessore Maurizio Manzi. E di tariffa puntuale non si parla più da tempo, dopo la sperimentazione voluta da Alessia Manfredini nel quartiere Boschetto Migliaro. Per conto degli Stati generali dell’ambiente e della salute, Marco Pezzoni aveva chiesto un confronto con il sindaco per discutere del percorso verso la dismissione dell’inceneritore: l’incontro non si è tenuto. Il sindaco discute di economia circolare, invece, con le aziende A2A, Lgh, Padania Acque e Aem, ma per valutare soluzioni come lo smaltimento dei fanghi tramite incenerimento.

-Paolo Zignani-

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