Cremona Oggi il consiglio comunale ha ripercorso le vicissitudini che hanno coinvolto l’ospedale maggiore durante i mesi critici della pandemia, tra febbraio, marzo e aprile. Sono stati 2.500 i ricoverati per covid-19 con 500 deceduti, un afflusso imponente di malati gravi in pochi mesi, dopo decenni di tagli e razionalizzazioni, come ha ricordato il primario di Pneumologia Giancarlo Bosio. Sono rimasti infatti solo 600 posti letto fra Cremona e Oglio Po di Casalmaggiore, il 20% dei quali inutilizzabili da altri malati per poter curare i malati di covid, che hanno avuto la precedenza. Il primario di malattie infettive Angelo Pan ha ricordato che i medici hanno dovuto adeguare le proprie competenze: gli infettivologi sono diventati in parte pneumologi e viceversa, i chirurghi di giorno curavano gli infettivi, tutti sono diventati in parte radiologi. Il direttore generale Giuseppe Rossi, come ha dichiarato, ha fatto l’autista, per andare a prendere i tamponi,tutti si sono adattati all’emergenza, e sono state prese decisioni importanti in piena notte. La Regione Lombardia non credeva che fosse davvero necessario tanto personale in più. I consiglieri e il pubblico riunito oggi pomeriggio in cortile Federico II hanno più volte applaudito spontaneamente i primari e il direttore, tributando un omaggio all’ospedale. Maggioranza e minoranze però non hanno raggiunto l’intesa per un ordine del giorno comune. Francesco Merli, per il centrosinistra, ha contestato il modello Lombardia, per gli scarsi servizi di medicina territoriale, mentre il capogruppo della Lega Alessandro Zagni non ha modificato le critiche al governo. E’ apparso, in fondo al cortile, uno striscione di protesta esposto dai cittadini di Cavatigozzi, che afferma: “La salute è un diritto anche per Cava, stop al rumore”. Protesta motivata dalla carenza di risposte date sinora dalle istituzioni.–
Paolo Zignani

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