Il silenzio della direzione ospedaliera preoccupa, per il timore che dopo l’emergenza covid-19 Crema venga considerata come una sede lavorativa poco ambita dai medici, per la carenza di investimenti e innovazione, e quindi venga indebolita. Così i sindaci di Crema e di Casaletto Ceredano, Stefania Bonaldi e Aldo Casorati, hanno chiesto, in rappresentanza del consiglio dei sindaci, di essere convocati dall’Ats e dall’ospedale di Crema. La proposta, ferma da mesi, è quella di trasformare l’ex tribunale in un PreSST, ovvero un presidio territoriale sociosanitario, struttura multiservizi che dovrebbe fare da punto di riferimento per il territorio, accorpando consultori e altri servizi. Il consigliere regionale Marco Degli Angeli, come già due mesi fa, rilancia la proposta: dapprima un incontro con Ats e ospedale, per poi presentarsi dal presidente Attilio Fontana con un progetto già delineato. L’idea è rafforzare la rete di medicina territoriale, quanto mai indispensabile per evitare di gravare sull’ospedale come durante l’emergenza. Il Cremasco rischia di rimanere fanalino di coda rispetto ad altre zone della Lombardia, tanto che non partecipa nemmeno a progetti gratuiti del ministero, come quello che consente di realizzare hotspot wi-fi, preziosi per il decentramento dei servizi. I PreSST, aggiunge Degli Angeli, erano previsti dalla legge regionale 23 del 2015, rimasta in buona parte sulla carta. Si è proceduto alla presa in carico dei cronici presso i privati, ma la sanità pubblica ha perso ancora terreno. Ieri sera, a proposito di sanità, la maggioranza del consiglio comunale di Cremona ha approvato il proprio ordine del giorno, che conclude con l’invito a esaminare la possibilità di costruire un nuovo ospedale, potenziato.

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