Il Luminol ha permesso di rinvenire delle tracce ematiche nella casa di via Porto franco a Crema dove secondo le accuse Alessandro Pasini, 45enne cremasco ora detenuto nel carcere di Monza, avrebbe ucciso l’amica Sabrina Beccalli per una avance sessuale rifiutata, per poi distruggerne il cadavere. Quelle tracce ematiche, rinvenute in bagno, nella camera da letto e poi sul pianerottolo e sulle scale, secondo le ultime indiscrezioni apparterrebbero ad una donna e ad un uomo. Da quanto si sa fino ad ora Pasini non presenterebbe visibili segni di colluttazione o ferite che possano essere ricondotte a un tentativo di difesa, come ha sottolineato il suo legale, tuttavia la pista verrà approfondita anche sulla base di ulteriori certezze che arriveranno nei prossimi giorni, con i risultati dell’esame del Dna sui resti della Panda e che, come appurato, appartengono ad un essere umano. Oltre al Dna sotto esame anche la presenza di eventuali lesioni. Complesso risulta in particolare l’esame tossicologico che rappresenta un importante strumento per la ricostruzione di quanto successo e soprattutto in relazione a quanto affermato da Pasini, che nelle sue dichiarazioni ha sempre sostenuto che Sabrina è morta per overdose, anche se la sua versione stride con quanto offerto dalla scena del crimine.  L’abitazione della ex di Pasini, dove vittima e presunto carnefice si sono trovati la notte di Ferragosto per consumare droga, rimane al centro dell’attenzione, con il nulla osta della procura che consente ai consulenti delle parti e ai rispettivi avvocati, l’avvocato Antonino Andronico per la Beccalli e Paolo Sperolini per Pasini, di effettuare nuovi sopralluoghi. Forse il luogo del delitto potrà fornire ulteriori elementi per ricostruire l’accaduto. E la scia di sangue potrà chiarire ancora molto, dal momento che tracce ematiche sono state rinvenute anche sul bordo della cisterna per liquami nelle vicinanze dell’auto, svuotata nelle ricerche di Sabrina, e all’interno delle ciabatte di Pasini. Per quest’ultimo si potrebbe poi profilare una nuova denuncia, dal momento che l’Associazione “I nostri diritti” Onlus starebbe pensando di configurare il tentato omicidio ola tentata strage per il tentativo dell45enne di tagliare il tubo del gas per nascondere l’accaduto

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