Cremona Dopo 4 mesi dal cosidetto siluramento del sovrintendente del Ponchielli Angela Cauzzi, messa alla porta dopo 30 anni alla direzione del teatro, la nomina del nuovo sovrintendente Andrea Cigni arriva dopo un percorso segnato da aspre critiche e le dimissioni di due consiglieri su cinque. Si tratta di Anna Lazzarini e Francesco Marcotti. La prima motiva il congedo facendo riferimento al clima insostenibile che si respirava da tempo nel cda, un clima non certo costruttivo né generativo di nuove opportunità anche se, Lazzarini, salva la decisione di affidare alla società Egon Zehender la procedura di selezione del sovrintendente vista quale garanzia di trasparenza, professionalità e apertura. Ma, nota polemica – scrive Lazzarini nella sua lettera che motiva le dimissioni – “invece di scegliere fra uno dei quattro candidati con esperienza nazionale e internazionale di riconosciuto valore, il Consiglio di Amministrazione solo a maggioranza (tre su cinque), ha fatto cadere la scelta sul candidato “locale”. Questo dimostra che non c’era alcuna reale volontà di effettuare una selezione aperta e vincolata unicamente ai curricula dei  candidati e a criteri di merito”. Stessi toni anche per l’altro consigliere dimissionario Marcotti che motiva la sua decisione alla scelta del nuovo sovrintendete in quanto – scrive nella sua missiva – “sulla base del percorso fatto per ricercare la miglior persona idonea a gestire il nostro teatro nei prossimi anni ed i nominativi individuati, la mia preferenza era ed è per un candidato diverso da quello indicato legittimamente dalla maggioranza dei componenti del CDA”. La scelta del nuovo sovrintendente viene giudicata inconcepibile sul piano culturale. Necessario secondo i dimissionari sarebbe stato trovare unanime convergenza su un accordo alto, come da ogni parte è stato chiesto. Una scelta definita quindi incomprensibile e giudicata a più riprese un tentativo di dare una linea ben precisa al Ponchielli piuttosto che puntare sulle professionalità umane che potrebbero dare quello smalto al teatro cremonese che aveva dato la stessa Cauzzi.

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