La qualità dell’aria, a Cremona e territorio, è scarsa, in una fine estate che unisce diverse caratteristiche negative. Aumentano le polveri sottili, fino a superare la soglia d’allerta, mentre l’ozono rimane su livelli alti, la siccità perdura e le temperature massime si aggirano ancora sui 30 gradi. In via Fatebenefratelli la centralina Arpa ha registrato sforamenti di polveri pm10 nei giorni di sabato, martedì e mercoledì e in ben sei giorni negli ultimi 10 per le polveri 2,5, ancora più pericolose per la salute. A Spinadesco le pm10 sono fuori legge da tre giorni: ieri il dato medio è stato 59. Le pm 2,5 invece sono sopra la soglia da ben 9 giorni, come anche a Soresina. A Crema il dato medio è di poco sotto la soglia da nove giorni, e ovunque in provincia l’ozono è sopra i 120 microgrammi per metro cubo. Persino il biossido di azoto segna dati più alti del solito, benché inferiori alla soglia. Sono dati inquietanti, perché si verificano durante la settimana europea della mobilità sostenibile e alla riapertura delle scuole, negli stessi giorni in cui i Comuni, Cremona compresa, promuovono con varie iniziative l’uso della bicicletta e dei mezzi pubblici al posto dei veicoli a carburanti fossili, chiedendo la collaborazione dei cittadini. Oggi la Regione, invece, ha rinviato a gennaio il blocco degli euro 4 diesel, categoria di veicoli inquinanti, pur investendo 400 milioni per migliorare la qualità dell’aria. In alcuni casi, il Comune e l’ente Provincia di Cremona hanno anticipato il progetto della Regione, sostituendo le vecchie caldaie degli edifici pubblici e delle scuole con impianti più rispettosi dell’ambiente. Il riscaldamento, a Cremona, è da decenni un problema di rilievo per le conseguenze rilevanti delle bollette sul bilancio municipale, visti le dimensioni degli edifici pubblici, con stanze alte, grandi, finestre antiquate e spifferi.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata