Cremona. La Tari potrebbe aumentare già l’anno prossimo, per effetto di un provvedimento del decreto Semplificazioni, che toglie ai Comuni la possibilità di considerare i rifiuti speciali non pericolosi come urbani. Sono rifiuti che potevano essere raccolti quindi dai gestori del servizio rifiuti. Il risultato, come appare da un calcolo del Sole-24 ore, è che le imprese beneficeranno di una detassazione che però potrebbe essere pagata dalle utenze domestiche. La Tari infatti deve coprire l’intero costo del servizio, che nel 2021 resterà simile o poco superiore. Se le imprese pagheranno di meno, le famiglie dovranno coprire la differenza, e si parla persino di un raddoppio della tariffa, a meno che non intervengano correttivi. Questa però è solo una delle prospettive negative, e che mettono in apprensione che sperava nei cambiamenti positivi che sarebbero stati introdotti con l’avvento dell’economia circolare. Già le associazioni, in particolare nel Cremonese Salviamo il Paesaggio, contestano il decreto Semplificazioni perché è stato ridotto il tempo per le osservazioni alla Valutazione d’impatto ambientale, da 60 a 15 giorni. Se saranno presentati progetti discutibili, ci sarà meno tempo per studiarli e sottoporre domande alle istituzioni. Le autorizzazioni più problematiche così potrebbero essere accelerate, per non parlare dei molti progetti esclusi del tutto dalla Valutazione d’impatto ambientale. Il risultato sarà, come ha notato Maria Grazia Bonfante, che ci si accorgerà di certi lavori solo vedendo le ruspe in attività.

Paolo Zignani

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