Cremona. Primi grattacapi in Comune per il costo del servizio rifiuti, che l’amministrazione ha già pagato per intero a Lgh gestioni, del gruppo A2A, versando 10 milioni e 343mila euro, messi a bilancio poco dopo Ferragosto, prima ancora quindi che arrivassero i primi versamenti dei contribuenti. La sorpresa è negativa, per il momento, dato che la prima rata dell’acconto della Tari, con scadenza a fine luglio, invece di portare tre milioni in Comune ha fatto arrivare solo un milione e 300mila euro. E’ solo un acconto, con un andamento però che potrebbe crescere senza riuscire a coprire i 10milioni e 343mila previsti, di cui uno destinato alla gestione dell’inceneritore. I conti delle famiglie in molti casi non sono buoni, come dimostra anche l’afflusso elevato di richieste d’aiuto ai servizi sociali. L’emergenza sanitaria è costata non pochi posti di lavoro, con incremento della cassa integrazione e andamento sofferto per le piccole imprese in particolare, così come risulta dall’analisi congiunturale della Camera di commercio. Le piccole imprese hanno ricevuto agevolazioni specifiche, con benedizione bipartisan tra i gruppi consiliari; sono le famiglie a patire di più. Entro la fine dell’anno parte dei contribuenti in difficoltà potrà versare l’intero importo: per l’assessore al bilancio Maurizio Manzi potrebbero mancare al 31 dicembre circa due milioni. I conti del servizio rifiuti li fa Manzi, non l’assessore all’ambiente Simona Pasquali, che diversamente dal predecessore Alessia Manfredini non ha la delega per entrare nel merito del confronto. Lgh e A2A riceveranno il dovuto e il Comune continuerà a pagare i fornitori entro i tempi di legge, anche perché lo Stato dà al Comune una decina di milioni di aiuti. Forse però il bilancio a fine anno dovrà essere rivisto al ribasso.

Paolo Zignani

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