L’assemblea dell’associazione zoofili cremonesi, che si è tenuta martedì sera nell’ex Ibis di via Mantova, ha suscitato qualche perplessità tra gli iscritti, per il notevole volume di denaro che viene amministrato e la discussione dai toni assai accesi, tra aspre critiche e minacce di querela. I quadrupedi ospiti del canile sanitario sono 33, lo stato patrimoniale però pareggia a 577mila euro, come una piccola azienda, tenendo conto dell’avanzo degli anni precedenti. E s’è parlato soprattutto del bilancio, più che della gestione dei cani. I votanti sono stati 53, i presenti invece erano 20, che hanno portato con sé in tutto 30 deleghe. Ci sono infatti una trentina di iscritti in più. Ha provocato sensazione il ripresentarsi di alcuni iscritti che hanno caratterizzato da vari punti di vista l’attività dell’associazione una decina di anni fa, nell’era dei processi, dei ricorsi e delle sentenze di condanna. Più d’uno, dopo l’assemblea, ha parlato di mancanza d’opportunità, anche a proposito di chi non ha subito condanne e tuttavia era presente all’ex Ibis. Chi auspicava che le persone cambiassero e si respirasse un clima nuovo ha rischiato quindi una cocente delusione. Alcuni volti noti non sono però entrati nel direttivo, nel quadro di un rinnovamento che secondo alcuni iscritti procede troppo faticosamente. Le donazioni non mancano, tanto che il Comune negli ultimi mesi ne ha ricevuta una di 50mila euro, destinata al Rifugio di via del vecchio Casello. Si tratta di un legato testamentario che porta la data del 22 maggio 2014, uno dei tanti segnali che i cremonesi inviano alle associazioni animaliste. E in diversi chiedono maggiore attenzione da parte dei Comuni convenzionati, innanzitutto da parte di Cremona.

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