Dopo un lavoro di classificazione e catalogazione durato 5 ore sono partite ieri le operazioni di analisi dei reperti disposte dalla Procura della repubblica di Cremona che indaga sulla morte di Mauro Pamiro, il professore musicista scomparso a Crema la notte di sabato 27 giugno. L’attività è iniziata ieri presso la questura di Milano, che cercherà attraverso i risultati delle analisi, di rispondere agli interrogativi rimasti fino ad ora senza spiegazione. Sotto la lente della polizia scientifica finiscono campioni biologici prelevati durante l’autopsia, e alcuni oggetti, tra cui gli abiti che Pamiro indossava al momento del suo ritrovamento, cioè maglietta boxer e pantaloni corti,  ma anche i sassi presenti in prossimità del cadavere,  nel cantiere di via don Primo Mazzolari a poca distanza dalla casa in cui il musicista viveva con la moglie, e alcune bottigliette d’acqua. In particolare l’attenzione è rivolta alle tracce biologiche ed ematiche che, custodite da questi reperti, potranno forse fornire una spiegazione sulla tuttora misteriosa morte del professore.  Alla versione del suicidio, che per ora è risultata la pista più accreditata, in realtà la famiglia della vittima non crede, così come è poco verosimile anche per il generale Luciano Garofano, ex comandante dei Ris di Parma, che segue il caso come consulente di Marisa Belloni, madre di Mauro. Garofano che sta seguendo anche il giallo di Sabrina Beccalli, non esclude che le tracce biologiche possano indirizzare ad una terza persona, fornendo una nuova pista alle indagini. Il corpo di Mauro Pamiro fu trovato il 29 giugno, lunedì mattina. Rimangono molti dubbi, come quello sul ritrovamento di uno dei sandali  dell’uomo nel cestino di una bicicletta bianca, usata la domenica dalla moglie Debora Stella, indagata d’ufficio per omicidio, per andare al cimitero a trovare la defunta madre e lì abbandonata perché, dopo averla chiusa,  non trovava più la chiave. Anche il sandalo sarà studiato. Intanto oltre a Garofano seguono il caso il genetista forense marzio Capra, nominato dal legale di Franco Pamiro Gian Luigi Tizzoni; il responsabile Roberto Giuffrida, consulente della procura e Andrea Piccinini scelto per la consulenza da Mario Palmieri, difensore della moglie di Pamiro. I consulenti in passato erano stati nominati per lavorare  al caso di Yara Gambirasio.

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