Le nuove frontiere delle cefalee croniche, tra legge e terapie

La cefalea ha conquistato lo status di malattia cronica invalidante a luglio, con una legge approvata a larga maggioranza dal Parlamento italiano. Ora per la cura della malattia si aprono nuovi scenari e se i criteri di rimborsabilità verranno estesi, le terapie di frontiera potranno arrivare a una platea sempre più vasta di pazienti.

Questo è stato uno dei temi al centro del simposio “Cefalea Cronica Malattia Invalidante. Cosa cambia con la nuova legge”, realizzato da Alleanza Cefalalgici-Fondazione CIRNA. Tra le relatrici Grazia Sances, responsabile UOS Diagnosi e Cura delle Cefalee dell’Istituto Neurologico Nazionale “Mondino” di Pavia:

“Dalla fine del 2018 sono finalmente disponibili queste nuove sostanze farmacologiche per il trattamento di profilassi dell’emicrania, gli anticorpi monoclonali antagonisti del CGRP che è un neurotrasmettitore coinvolto nell’eziopatogenesi dell’emicrania.
Hanno dimostrato una buona efficacia nel ridurre sia la frequenza degli attacchi di emicrania sia i giorni di cefalea al mese che il consumo di farmaci sintomatici. Questo si è visto anche su forme croniche, resistenti ad altre terapie, quindi le più difficili da trattare”.

Con la legge approvata dal Parlamento italiano è stata costruita una architettura, ma il lavoro non è finito. Però ha aperto la strada all’inserimento della cefalea nei Livelli essenziali di assistenza e a intraprendere percorsi virtuosi di diagnosi, cura e assistenza in tutte le regioni italiane.

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