Cremona. Sarà sentito il 12 ottobre Jacob Danho, 38 anni, l’operaio ivoriano accusato dell’omicidio volontario della figlia Gloria, di soli due anni. Oggi l’uomo, che è rinchiuso nel carcere di Pavia, era presente in aula per l’udienza dedicata alle questioni preliminari, che ha aperto il processo a suo carico, affiancato da un’interprete francese che avrà anche il compito di tradurre il manoscritto da lui lasciato nell’appartamento. Il motivo che avrebbe spinto il 38enne a uccidere la bimba sarebbe legato alla vendetta: l’ex compagna, infatti, non voleva più tornare con lui dopo l’ultima, violenta lite in cui lui le aveva messo le mani addosso provocandole danni a un timpano. La mamma di Gloria, oggi assente perché per lei è ancora troppo forte il dolore per affrontare tutta la vicenda, si è costituita parte civile e probabilmente verrà sentita sempre il 12, lo stesso giorno di Jacob. La Corte d’Assise ha disposto la perizia psichiatrica nei confronti dell’imputato, mentre all’epoca la richiesta della difesa era stata rigettata. L’incarico a due neuropsichiatri sarà conferito il 12 ottobre. Il 5, invece, si comincerà a entrare nel vivo del processo con l’esame dei primi testimoni. L’omicidio era avvenuto il 22 giugno del 2019 in via Massarotti dove l’ivoriano, operaio alla Magic Pack di Gadesco, viveva nell’appartamento in cui si era trasferito da poco, mentre l’ex compagna e la figlia erano state ospitate in una casa protetta. Proprio l’uomo, avrebbe accoltellato la piccola un paio di volte, senza mai chiamare i soccorsi. Contestata al 38enne c’è anche l’aggravante della premeditazione.

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