Una sentenza definita storica al termine di una lunga battaglia aveva riconosciuto in ultimo grado di giudizio, il 25 settembre del 2018, il reato di disastro ambientale colposo aggravato in relazione all’inquinamento della raffineria Tamoil a Cremona, e aveva comminato una condanna a tre anni di reclusione per il manager Enrico Gilberti mentre erano stati assolti tutti gli altri imputati. La sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Brescia diventava così definitiva ma oggi tutto può essere rimesso in discussione, per il ricorso straordinario presentato dai legali di Gilberti, per “gravi errori” che avrebbero influenzato il giudizio. Questa nuova mossa rischia di rallentare e compromettere le azioni civili che riguardano il comune e le società canottieri di Cremona, ma c’è un altro capitolo che non va giù ed è quello della cifra provvisionale versata da Tamoil al comune, che in primo grado era rappresentato dal cittadino Gino Ruggeri.  Dai Radicali e dallo stesso Ruggeri era stata avanzata la richiesta di impegnare il milione di euro in progetti di monitoraggio ambientale puntuale e trasparente.

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