L’autostrada Cremona-Mantova è tornata un enigma, da quando il ministro Paola De Micheli ha dichiarato che l’opera “non è cantierabile”. Non è ben chiaro infatti che cosa il governo voglia fare del progetto, tanto che il silenzio delle ultime settimane fa temere alle associazioni ambientaliste che i lavori vengano finanziati con il Recovery Fund, dal momento che nessuno per ora vuole sobbarcarsi una spesa da un miliardo di euro con previsioni di traffico che non garantiscono di recuperare l’investimento in tempo utile. Oltretutto con il ministro si starebbe compattando il grande centro cremonese, che da Massimiliano Salini a Luciano Pizzetti, incontra regolarmente la simpatia della maggioranza del centrosinistra cremonese e del Pd mantovano di Mattia Palazzi, quando si tratta di contrastare gli ecologisti. La sortita del senatore Danilo Toninelli, critico verso il silenzio del successore De Micheli, accusata di non proseguirne il lavoro e di favorire quindi i concessori autostradali, è stata contestata non per nulla dal vicesindaco Andrea Virgilio, vicino a Pizzetti. Per stanare il ministro e costringerla a scoprire le carte, i consiglieri regionali Andrea Fiasconaro e Marco Degli Angeli hanno quindi depositato al Pirellone una mozione, che potrà essere discussa martedì, per chiedere alla Regione di proporre al governo le opere non ancora finanziate: l’elettrificazione della linea ferroviaria Parma Brescia, il raddoppio completo della Codogno Cremona Mantova, il prolungamento della metropolitana milanese fino a Paullo, per dare ossigeno al Cremasco, e la riqualificazione della SS 10. Basta una firma del ministro, va aggiunto, perché la provinciale torni di competenza dell’Anas, che potrebbe così fare i lavori. Se il consiglio regionale approverà questa mozione, il governo dovrà pronunciarsi, scegliendo tra l’autostrada e la riqualificazione della SS 10.

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