“Chiudere le sale da concerto e i teatri è decisione grave. L’impoverimento della mente e dello spirito è pericoloso e nuoce anche alla salute del corpo.” Questo l’incipit della lunga lettera del Maestro Riccardo Muti al presidente Giuseppe Conte all’indomani del nuovo decreto che impone la chiusura dei teatri, dei cinema e dei festival, il cui lavoro è stato definito “superfluo”, nonostante i dati sui contagi siano rassicuranti. Come riferisce a uno studio di Agis (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo)  dal giugno a ottobre su oltre 347.262 presenze in 2.782 spettacoli – tra lirica, prosa, danza e concerti, con una media di 130 presenze a evento – si è registrato un solo caso di contagio. Uno dei primi musicisti colpiti dal lockdown lancia un appello: musica e cultura vanno salvate.

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