Cremona. Da molti anni ormai le lamentele degli inquilini degli alloggi arrivano in Comune. Topi, scarafaggi e piccioni s’insinuano ovunque, imbrattando tutto ciò che toccano. Il guano si deposita sui davanzali delle finestre, incrostandosi in modo tale da rendere necessaria la pulizia ogni mattina, per non rischiare malattie, che durante la pandemia diventano ancora più pericolose. Andare in cantina, negli 80 condomini popolari, è pericoloso, per la scarsa luce e la cattiva compagnia dei topi. Il Comune è già intervenuto negli ultimi anni per rendere più vivibili le cantine, ma i topi sono ovunque. Del problema si è occupata la giunta, nella riunione del 22 luglio, nella quale sono stati messi a bilancio, per quest’anno, 5mila euro per sanificazione, disinfestazione e derattizzazione. Una decina di stabili sarà ben più pulita che in passato. Il guano però è un problema tutt’altro che da sottovalutare per l’intera città. Per combatterlo la giunta ha adottato un piano triennale, allo scopo di ridurre la prolificazione dei piccioni che, tra piazza del Comune e largo Boccaccino sono circa 200, più altri 100 nella sola piazza Roma, e ancora altri 200 in piazza Cadorna. In tutto ne sono stati contati mille. Mesi fa, l’assessore Simona Pasquali ha accolto lo studio di Pietro Paolo Albonetti dell’università di Genova. La Sanatec, che ha vinto la gara, distribuisce il mangime antifecondativo nei punti strategici, per sterilizzarne 730. I dati sono da brivido: ogni piccione riesce a causare danni al Comune per 25 euro l’anno. L’obiettivo è ridurne la popolazione da mille a 300 ogni chilometro quadrato. Vengono usati inoltre dissuasori ed è distribuito ai cittadini un manuale che indica le pratiche corrette, come non dar loro da mangiare.

Paolo Zignani

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