Crema. Il punto in cui è più facile contrarre l’infezione da coronavirus a Crema è l’ospedale, precisamente sotto il gazebo in cui si fanno i tamponi. Lunedì era stato segnalato l’eccezionale assembramento di 500 persone, ma a distanza di quasi una settimana l’organizzazione non è cambiata. E’ sempre l’Ats a convocare i cittadini che devono sottoporsi a tampone, senza però distribuirli nel tempo e nello spazio. Così tutti gli studenti di un’intera classe ricevono l’invito a presentarsi insieme nello stesso luogo alla stessa ora, senza però che l’ospedale abbia potuto organizzare il necessario distanziamento tra le persone. Stamattina il disservizio si è ripetuto in modo tale che ciascuno si è trovato a ridosso degli altri, comprese persone già positive, al secondo tampone. E non si poteva stare fuori dal gazebo per l’impossibilità di udire la propria chiamata, eseguita a voce, non tramite tabellone digitale. Tra gli altri c’era il consigliere comunale Emanuele Coti Zelati che sta valutando di fare un esposto alla Procura. Sentiamo le parole di Emanuele Coti Zelati, consigliere comunale di Crema.

Paolo Zignani

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