Al Comune di Cremona è stato assegnato un finanziamento di 6 milioni e 230mila euro per rafforzare la mobilità sostenibile. Tutto è cominciato con un decreto dell’aprile 2019, che prevedeva un intervento a favore delle città più inquinate, fra le quali Cremona. In estate i 6 milioni e rotti sono arrivati, vincolati all’acquisto di veicolo ecologici e di stazioni di rifornimento per carburanti alternativi, in linea con il piano strategico nazionale di mobilità sostenibile e quindi con piano urbano, il Pums lanciato dall’ex assessore Alessia Manfredini, che prevede il raddoppio dei passeggeri dei mezzi pubblici. La giunta Galimberti bis ha già approvato la bozza di convenzione per l’uso del contributo. Il dato di fatto è che a Cremona solo il 6% dei cittadini usa il bus per spostarsi. Chi ha a cuore la salute e la qualità dell’aria, e anche la comodità, usa per lo più la bici, viste le dimensioni del centro abitato. Il taglio delle corse dei bus nei festivi e nelle ore serali, motivato dalle società di trasporto con le esigenze di bilancio, ha ulteriormente indebolito il servizio pubblico. La giunta ha siglato la bozza di convenzione con l’agenzia di bacino di Cremona-Mantova, una delle autorità create dalla Regione per fare i bandi di gara. Bando che a Cremona non si fa, vista la proroga concessa dalla giunta Galimberti bis al gestore. Dunque sarà l’agenzia di bacino, presieduta da Raffaele Favalli, a occuparsi dei bus ecologici e delle stazioni di riferimento dei carburanti alternativi, ma Km a usarli, proseguendo il regime di monopolio di fatto di cui gode. Cremona è in condizioni difficili, anche perché ci sono più di 60 auto ogni 100 abitanti e 44mila auto in circolazione, di cui circa il 7% di euro 0, mentre euro 1, 2 e 3 fanno un altro 8%. La metà dei motori sono a gasolio e l’ibrido elettrico non arriva all’1%.

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