Cremona. I topi avrebbero già formato intere colonie nell’ex Inam, da quanto viene riferito da alcuni residenti dei condomini di viale Trento Trieste, col timore che arrivino nella vicina scuola. L’intonaco cade, i locali vengono progressivamente svuotati dei mobili, i rami degli alberi ricoprono l’edificio, che viene usato solamente nel lato sinistro, dove funziona il Cps, Centro psico sociale, peraltro intensamente attivo. L’edificio però è in gran parte dismesso da nove anni, quando nemmeno le tremila firme a sostegno della petizione di Rifondazione comunista e del partito Pensionati bastarono a fermare il piano dell’azienda ospedaliera, allora diretta da Simona Mariani, e della Regione. Il poliambulatorio, per quanto assai frequentato per le ampie dimensioni e la posizione strategica, veniva infatti chiuso, dopo decenni di attività, lasciando campo libero in centro storico alla concorrenza della sanità privata, che da allora è infatti cresciuta. E’ stato trasferito persino il centro prelievi, ora collocato sopra il supermercato Italmark di via Dante, in spazi troppo stretti, da quando vigono le norme sul distanziamento sociale. Regione e ospedale avevano risposto alla pressione popolare promettendo di trasformare il poliambulatorio in Casa della salute, con nuovi servizi sanitari; si era parlato anche della sede della scuola per infermieri e specializzandi, mai realizzate. E’ in programma da tempo il trasferimento del Cps in un’altra sede, in centro. Anche questo progetto, però, si è arenato, stavolta sulla crisi dell’emergenza sanitaria.

Paolo Zignani

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